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Osservatorio sulla giurisprudenza del Tribunale di Roma

A cura di Ignazio Cerasa, Marco Mercuri, Emanuele Stabile, Antonio Trillò

Il patto di prelazione inserito nello statuto di una società di capitali ed avente ad oggetto l’acquisto delle azioni sociali, poiché è preordinato a garantire un particolare assetto proprietario, ha efficacia reale e, in caso di violazione, è opponibile anche al terzo acquirente. L’efficacia reale non implica la configurabilità di un diritto del socio pretermesso di “riscattare” la partecipazione oggetto della cessione non preceduta da adeguata denuntiatio. La realità della clausola, inoltre, non può mai condurre alla nullità del trasferimento della partecipazione societaria operato in violazione del patto di prelazione, non versandosi in ipotesi di violazione di norma imperativa, né può portare alla declaratoria di nullità per impossibilità dell’oggetto per indisponibilità della partecipazione ceduta; ma può condurre unicamente ad una pronuncia d’inefficacia del trasferimento in favore del socio pretermesso e/o della società. In definitiva, la violazione della clausola di prelazione non importa la dichiarazione di nullità o di inefficacia assoluta dell’atto il quale è solo relativamente inefficace e inopponibile nei confronti della società e dei soci titolari del diritto di prelazione e comporta l’obbligo di risarcire il danno eventualmente [continua ..]

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