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La competenza giurisdizionale in tema di responsabilità per informazioni false relative ad un fondo d'investimento straniero

Caterina Benini

Il contributo tratta delle regole da cui dipende la sussistenza della giurisdizione italiana in rapporto a un'azione di responsabilità promossa nei confronti dell'Administrator irlandese di un fondo d’investimento di tipo hedge situato nelle isole Cayman per avere questi falsificato i dati patrimoniali del fondo e avere così indotto alcuni investitori, destinatari di queste e ulteriori informazioni nell’ambito di una trattativa occorsa in Italia con il Manager della società di gestione del fondo e un intermediario, ad acquistare quote del fondo. Sorgono, al riguardo, una serie di questioni concernenti l’interpretazione dell'art. 7, punto 2, del reg. (UE) n. 1215/2012, che prevede una competenza speciale in materia di illeciti civili: la questione della localizzazione del fatto generatore del danno ove l'illecito consegua a condotte tenute da soggetti diversi in Stati differenti, e la localizzazione della lesione ove il danno derivi dalla decisione di procedere ad un investimento sulla base di informazioni false.

Jurisdiction over liability for false information relating to a foreign investment fund

The article analyses the rules on jurisdiction upon which Italian courts can hear a liability claim brought against the Irish administrator of a hedge fund located in the Cayman Islands who allegedly falsified the value of the fund’s asset, thus inducing some investors, which had received such and further information in the context of a negotiation that took place in Italy with the manager of the fund and an intermediary, to purchase shares of the fund. Concerning the interpretation of Article 7(2) of Regulation (EU) No 1215/2012, which provides for special jurisdiction in matters relating to torts, some issues arise, such as where to localise the event giving rise to the damage in case of torts resulting from conducts carried out by different persons in different places, and where to localise the damage when it arises from the decision to invest money based on false information.

MASSIMA: Ai sensi dell’art. 7, punto 2, del regolamento UE n. 1215/2012 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, sussiste la giurisdizione italiana rispetto alla domanda tesa ad accertare la responsabilità dell’Administrator irlandese di un fondo d’investimento chiuso di tipo hedge costituito nelle isole Cayman per averne certificato falsi valori patrimoniali. Tale condotta falsificatrice ha invero contribuito a provocare l’evento dannoso, consistente nell’assunzione dell’infelice decisione di investimento da parte dei ricorrenti, destinatari di queste e ulteriori false informazioni nell’ambito di una trattativa occorsa in Italia con l’intermediario e il Manager della società di gestione del fondo caymano. PROVVEDIMENTO: FATTI DI CAUSA 1.1. Con atto di citazione debitamente notificato i litisconsorti V. e la fiduciaria dei medesimi F. S.p.A., premesso di essersi resi sottoscrittori sul finire dell’anno 2008 per un ammontare pari a 25.000.000,00 di euro, a mezzo dell’opera di taluni intermediari, delle quote di un hedge fund ubicato alle isole Cayman e di cui era administrator, con funzioni anche di controllo e di certificazione, estrisecantesi segnatamente nella predisposizione dell’AUM Asset Under Management e del NAV Net Asset Value, la B. DAC, società di diritto irlandese, e che a [continua ..]

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COMMENTO

Sommario:

1. I fatti di causa e la soluzione offerta dalla Cassazione - 2. Le particolarità del caso di specie - 3. La qualificazione della responsabilità dell’Administrator nel regime di Bruxelles - 4. Il foro speciale in materia di illeciti civili di cui all’art. 7, punto 2, del reg. Bruxelles I-bis alla prova degli illeciti complessi - 5. Gli illeciti connotati da una pluralità di eventi lesivi: illeciti con lesione plurilocalizzata e illeciti con danno diretto e indiretto - 6. Gli illeciti connotati da una pluralità di fatti causali: illeciti con più fatti causali ascrivibili alla stessa persona e illeciti plurisoggettivi - 7. L’illecito plurisoggettivo nel caso di specie - 8. Il foro degli illeciti civili alla prova degli illeciti finanziari - 9. Conclusione - NOTE


1. I fatti di causa e la soluzione offerta dalla Cassazione

La sentenza in commento trae origine da un’azione di responsabilità relativa all’acquisizione di quote di un fondo d’investimento compiuta sulla base di informazioni successivamente rivelatesi false. La questione affrontata nella pronuncia è unicamente quella della sussistenza della giurisdizione italiana in rapporto a tale azione. Questi i fatti salienti. I ricorrenti venivano informati da un intermediario operante in Italia della possibilità di acquistare quote di un fondo d’investimento alternativo di tipo hedge costituito nelle isole Cayman (il Fondo). Il Fondo, formalmente amministrato da una società inglese, era nei fatti gestito dal manager di quest’ultima, persona fisica domiciliata in Italia (il Manager), che i ricorrenti decidevano di incontrare a Milano per avere maggiori informazioni sul Fondo. In occasione di tale incontro, il Manager forniva loro copia dell’Offering Memorandum e del Monthly Commentary, documenti predisposti dalla società di gestione del Fondo, da cui emergevano valori particolarmente elevati del Net Asset Value (NAV) e dell’Asset Under Management (AUM). Tali valori patrimoniali erano stati così certificati da una società avente sede in Irlanda, operante come administrator del Fondo (l’Ad­ministrator), ovvero come soggetto preposto alla certificazione del NAV e del­l’AUM e alla raccolta ed esecuzione degli ordini di sottoscrizione e di [continua ..]

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2. Le particolarità del caso di specie

Il caso de quo si distingue tanto dalla vicenda che ha occasionato l’unico precedente in cui la Cassazione si è pronunciata sui limiti della giurisdizione italiana in ipotesi di investimento in strumenti finanziari esteri [[2]] quanto dai casi in cui la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha chiarito la portata applicativa del foro speciale in materia di illeciti in ipotesi di danno da investimento finanziario [[3]]. In primo luogo, la vicenda esaminata dalla Corte nella pronuncia in commento riguarda, diversamente dai precedenti citati, l’acquisto di quote di un fondo chiuso di tipo hedge con sede alle Isole Cayman. I fondi hedge sono fondi di investimento alternativi [[4]] che, per il fatto di praticare strategie di investimento particolarmente aggressive, sono adatti ad una clientela sofisticata e professionale [[5]]. Coloro che intendono gestire e commercializzare fondi di investimento alternativi all’interno dell’Unione europea sono soggetti alla direttiva 2011/61 (c.d. direttiva AIFMD) [[6]], la quale ha introdotto regole uniformi relative all’autoriz­zazione, funzionamento e trasparenza dei gestori di tali fondi, lasciando ai legislatori nazionali il compito di regolare la struttura e il tipo di vigilanza esercitabile sugli stessi [[7]]. La disciplina in parola, attuata in Italia con gli artt. 39 e seguenti del t.u.f. [[8]], non si applica quando l’attività di gestione [continua ..]

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3. La qualificazione della responsabilità dell’Administrator nel regime di Bruxelles

Rispetto alla domanda risarcitoria avanzata nei confronti del Manager, dell’in­termediario e dell’Administrator, dubbi sono stati avanzati – e avallati dal giudice di prime cure – sulla competenza giurisdizionale del giudice italiano a pronunciarsi sulla responsabilità dell’Administrator. Essendo pacifica l’operatività nella specie del reg. Bruxelles I-bis, l’attenzione si è soffermata sulle competenze speciali di cui all’art. 7, in forza delle quali una persona domiciliata in uno Stato membro dell’Unione (come l’Administrator, nella specie) può essere convenuto in uno Stato membro diverso da quello in cui è domiciliato se vi sia un legame obiettivo tra il paese del giudice adito e la fattispecie litigiosa. In particolare, in materia contrattuale è competente come foro speciale l’autorità giurisdizionale del luogo di esecuzione dell’obbligazione dedotta in giudizio (art. 7, punto 1), mentre in caso di illeciti civili l’attore può rivolgersi all’au­torità giurisdizionale del luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto o può avvenire (art. 7, punto 2). Merita in questa sede ricordare che buona parte delle nozioni impiegate dal reg. Bruxelles I-bis sono autonome, nel senso che il loro significato non dipende dalle corrispondenti nozioni di diritto interno. Così, dunque, quando si tratti di [continua ..]

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4. Il foro speciale in materia di illeciti civili di cui all’art. 7, punto 2, del reg. Bruxelles I-bis alla prova degli illeciti complessi

L’art. 7, punto 2, del reg. Bruxelles I-bis prevede che “una persona domiciliata in uno Stato membro può essere convenuta in un altro Stato membro […] in materia di illeciti civili dolosi o colposi, davanti all’autorità giurisdizionale del luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto o può avvenire”. A fronte di un riferimento volutamente ambiguo al luogo dell’evento dannoso [[19]], la Corte di Giustizia segue da tempo l’orientamento secondo cui la giurisdizione spetta, ai sensi della norma ora ricordata, tanto al giudice del luogo in cui è insorta la lesione del bene giuridico quanto al giudice del luogo in cui si è verificato il fatto che ha determinato la lesione (c.d. teoria dell’ubiquità del fatto illecito) [[20]]. Di fatto l’attore può agire, ai sensi dell’art. 7, punto 2, sia dove la lesione si è materializzata sia dove si è svolta la condotta che ne rappresenta la causa. Tale opzione di competenza, ove attivata dall’attore, permette di radicare il giudizio in capo ad un’autorità giurisdizionale prossima alla vertenza. Questo non solo perché il giudice del luogo della condotta e/o della lesione sarà verosimilmente più vicino agli elementi di prova da acquisire al processo, ma anche perché tali autorità si trovano meglio piazzate per valutare la sussistenza dei diversi [continua ..]

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5. Gli illeciti connotati da una pluralità di eventi lesivi: illeciti con lesione plurilocalizzata e illeciti con danno diretto e indiretto

Per illeciti connotati da una pluralità di eventi lesivi ci si riferisce agli illeciti nei quali, a fronte di un unico fatto o comportamento, consegua una pluralità di eventi lesivi. All’interno di questa categoria occorre distinguere: (i) gli illeciti con lesione plurilocalizzata e (ii) gli illeciti connotati da danno diretto e indiretto. Gli illeciti con lesione plurilocalizzata sono quelli nei quali, a seguito di un unico fatto causale, lo stesso bene giuridico venga a subire una lesione localizzabile in più paesi. Ciò accade, di norma, quando ad essere lesi siano diritti o interessi che abbiano ad oggetto un bene giuridico immateriale. I diritti della personalità, quali il diritto al nome, il diritto all’onore e il diritto alla riservatezza, sono un perfetto esempio. Quando Tizio viene leso nella sua reputazione in conseguenza di circolazione in diversi paesi di notizia diffamatoria, non è facile identificare dove sia avvenuta la lesione. Non essendo il bene giuridico “reputazione” dotato di una consistenza materiale che lo localizzi in modo univoco in un posto o nell’altro, Tizio potrebbe legittimamente ritenere di essere stato leso nella reputazione di cui gode in ciascuno dei paesi coinvolti dalla notizia diffamatoria. Tale plurilocalizzazione della medesima lesione [[22]] gli consentirebbe, ai sensi del foro speciale degli illeciti, di promuovere azione di responsabilità in ciascuno [continua ..]

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6. Gli illeciti connotati da una pluralità di fatti causali: illeciti con più fatti causali ascrivibili alla stessa persona e illeciti plurisoggettivi

Anche il fatto causale, elemento costitutivo della responsabilità civile accanto al­l’evento lesivo e al nesso di causalità, può essere composito. Non di rado accade che la lesione di un bene giuridico sia provocata da più fatti o comportamenti posti in essere da una o più persone nello stesso paese o in più paesi diversi. Questa circostanza mette alla prova il foro speciale degli illeciti: la localizzazione del fatto generatore del danno non è operazione semplice in presenza di illeciti connotati da una pluralità di fatti causali. Occorre, a questo punto, distinguere tra (i) illeciti in cui i fatti causali siano posti in essere dalla medesima persona e (ii) illeciti in cui i diversi fattori causali siano realizzati da più persone. Quanto alla prima tipologia, ovvero gli illeciti dove la stessa lesione è provocata da più fatti o condotte poste in essere dalla medesima persona, è utile fare riferimento ai fatti del già menzionato caso Shevill. Un quotidiano, edito e pubblicato in Francia, riportava una notizia diffamatoria sul conto di tale Fiona Shevill, una cittadina inglese che per un certo tempo aveva lavorato a Parigi. La pubblicazione veniva diffusa in diversi paesi europei, tra cui l’Inghilterra e il Galles. La Shevill aveva allora convenuto in giudizio dinnanzi ai giudici inglesi la casa editrice francese per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla [continua ..]

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7. L’illecito plurisoggettivo nel caso di specie

Nel caso di specie, gli attori imputano all’Administrator di aver omesso di effettuare i controlli che avrebbe dovuto eseguire e, per l’effetto, aver certificato valori falsi del NAV e dell’AUM. Si tratta pertanto di una condotta in parte omissiva (assenza di controlli) e in parte commissiva (falsa certificazione dei valori patrimoniali), tenutasi in Irlanda. Tale condotta dell’Administrator viene invocata in concorso con le condotte dell’intermediario e del Manager, i quali hanno trasmesso, durante le trattative svolte in Italia, informazioni relative al Fondo, inclusi i valori patrimoniali così come certificati dall’Administrator, poi rilevatesi false. Sulla base della ricostruzione attorea, tanto la comunicazione delle informazioni false da parte dell’intermediario e del Manager quanto la falsificazione dei dati patrimoniali da parte dell’Administrator hanno contribuito a causare l’evento di danno, avendo persuaso gli investitori ad acquistare le quote del Fondo. Non sembra che una delle due cause si ponga in relazione di esclusività con l’evento di danno così da escludere il nesso eziologico dell’altra causa. Invero, così come senza la comunicazione delle informazioni, poi rivelatesi false, gli investitori non sarebbero venuti a conoscenza del Fondo, allo stesso modo se i dati patrimoniali non fossero stati falsificati, gli investitori non avrebbero immaginato di ottenere [continua ..]

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8. Il foro degli illeciti civili alla prova degli illeciti finanziari

Come ricordato, in alternativa al luogo in cui è stato realizzato il fatto generatore del danno, l’attore può citare il convenuto nel luogo dove si è materializzata la lesione. L’identificazione di siffatto luogo è particolarmente difficile quando vengano lamentati danni puramente patrimoniali, essendo quest’ultimi privi di una dimensione tangibile che ne agevoli la localizzazione [[46]]. La localizzazione del danno finanziario è stato oggetto di vivace dibattito a seguito di recenti pronunce della Corte di Giustizia [[47]]. In particolare, se nel 2015 la Corte di Giustizia ha localizzato il danno finanziario conseguente a perdita di investimento nel luogo ove è situato il conto corrente presso cui il ricorrente subisce la perdita patrimoniale [[48]], nel 2018 la Corte ha chiarito che il giudice del luogo ove si trova il conto corrente dell’investitore è competente ai sensi del foro speciale in materia di illeciti civili solo ove “altre circostanze specifiche” – quale la notifica del prospetto informativo alle autorità competenti dello Stato membro in cui è domiciliato ed ha il conto corrente l’investitore – concorrano ad attribuire competenza a tali giudici [[49]]. Infine, nel 2021 la Corte ha affermato che il danno puramente economico risultante da decisioni d’investimento adottate sulla base di informazioni facilmente accessibili [continua ..]

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9. Conclusione

L’esito a cui perviene la Corte di Cassazione nella sentenza in epigrafe appare persuasivo. Considerato che la vicenda ruota attorno a una asserita responsabilità per la predisposizione e comunicazione di informazioni false, attribuire la cognizione della causa al giudice del luogo in cui le informazioni sono state comunicate, luogo che peraltro coincide con quello dove è stata assunta la decisione di investimento, risponde alle esigenze di prossimità e di buona amministrazione della giustizia sottese alle competenze speciali di cui all’art. 7 del reg. Bruxelles I-bis. A parere di chi scrive, è corretto che in casi di responsabilità per investimento occasionato da informazioni truffaldine venga dato rilievo alla comunicazione di informazioni false e fuorvianti e alla conseguente assunzione della decisione di investimento. Questa circostanza consente infatti di localizzare il fatto illecito nel luogo dove l’informazione falsa è stata data e ricevuta, e l’evento di danno nel luogo dove, sulla base di tali informazioni false, è stata assunta, ed era prevedibile che fosse assunta, la decisione di investimento [[55]]. Il fatto che il luogo dove è stata fornita l’informazione coincida, nella maggioranza dei casi, con il luogo dove viene assunta la decisione d’investimento segnala la prossimità di tale luogo a questa tipologia di illeciti, con conseguente soddisfazione di [continua ..]

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NOTE

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