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Responsabilità degli amministratori di società di capitali e tutela del mercato nel codice della crisi

Paolo Piscitello

Lo scritto si propone di indagare in merito agli effetti sul mercato delle norme in tema di responsabilità degli amministratori di società di capitali contenute nel codice della crisi e dell’insolvenza. L’A. ripercorre pertanto i riflessi sul mercato della disciplina volta a favorire un’emersione tempestiva della crisi d’impresa e dei criteri di determinazione del danno risarcibile (parametro della differenza dei netti patrimoniali e del deficit della procedura concorsuale). Il lavoro si chiude con l’analisi dei riflessi della regolamentazione della responsabilità degli amministratori del codice della crisi sull’efficienza della gestione della società, nonché sulla sua idoneità come strumento di selezione degli amministratori.

Company directors’ liability and market protection in Italian Code of Business Crisis and Insolvency

The paper aims at surveying the impact of the company directors’ liability rules introduced by the Italian Code of Business Crisis and Insolvency on the market. In particular, the author traces the effects of the regulation, aiming at enhancing a prompt detection of the company’s crisis, and of the criteria for quantification of damages (namely, criteria of net assets’ difference and of deficit in insolvency procedure). The work ends up with an assessment of the consequences of the new legal framework on company management efficiency, as well as on its suitability as director selection tool.

Keywords: companies – directors’ liability – business crisis and insolvency code – market protection – management efficiency – company director selection.

Sommario:

1. Premessa - 2. Tutela del mercato, emersione tempestiva della crisi d’impresa e responsabilità dei componenti degli organi sociali - 3. I riflessi sul mercato dei criteri di determinazione del danno risarcibile - 4. Efficienza della disciplina della responsabilità degli amministratori e tutela del mercato - NOTE


1. Premessa

L’analisi dei rapporti tra la disciplina della responsabilità dei componenti degli organi sociali e la tutela del mercato rappresenta un punto di osservazione privilegiato, per verificare l’efficienza della regolamentazione di uno dei nuclei centrali della governance delle società di capitali, in cui è necessario trovare un difficile punto di equilibrio tra rigore ed esigenze di funzionamento dell’impresa [[1]]. Una riflessione indirizzata in tale prospettiva, che già appare di per sé di notevole interesse, è ancora più proficua alla luce della disciplina del codice della crisi e dell’insolvenza. L’intervento del legislatore, contenuto in questo testo normativo, si sviluppa in due direttrici: da un lato, è previsto un articolato complesso di regole volto a consentire un’emersione tempestiva delle crisi d’impresa; dall’altro, vengono recepiti gli orientamenti giurisprudenziali in tema di responsabilità degli amministratori per la violazione delle norme che limitano il potere di gestire la società ai soli fini della conservazione dell’integrità e del patrimonio sociale. In questa prospettiva, è stato accolto dal legislatore, per la determinazione del danno risarcibile, il criterio della differenza dei netti patrimoniali (art. 2486, 3° comma, c.c.) nell’ipotesi in cui venga violata la disciplina che limita la gestione della [continua ..]

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2. Tutela del mercato, emersione tempestiva della crisi d’impresa e responsabilità dei componenti degli organi sociali

Con riferimento ai riflessi sul mercato della disciplina dei doveri dei componenti degli organi sociali contenuta nel codice della crisi, va rilevato che il dato da cui partire è l’accoglimento da parte del legislatore della riforma di una prospettiva favorevole all’emersione tempestiva, nella consapevolezza dei vantaggi di un’adozione delle misure indispensabili ad evitare un aggravamento della situazione economica [[3]]. È vero, infatti, che, quando si diffonde la notizia di una crisi aziendale, si determina una gara al ricorso ad azioni conservative tra i creditori, che può comportare un peggioramento [[4]] ed arrivare addirittura alla creazione di un “cordone sanitario” intorno all’impresa in difficoltà. È, tuttavia, altrettanto vero che le possibilità di successo di un intervento di risanamento sono direttamente proporzionali alla tempestività dello stesso e gli eventuali ritardi possono comportare che lo stato di crisi degeneri in vera e propria insolvenza. È noto che, per la realizzazione di tali finalità, il codice della crisi contempla un sistema complesso, non privo di criticità, in cui un ruolo centrale viene affidato agli esponenti aziendali [[5]]. Il riferimento è naturalmente alle disposizioni con cui si impone agli organi di controllo societari ed alle società di revisione di verificare che gli amministratori valutino [continua ..]

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3. I riflessi sul mercato dei criteri di determinazione del danno risarcibile

Di notevole interesse è altresì l’analisi dei riflessi sul mercato di altre norme della responsabilità dei componenti degli organi sociali del codice della crisi e che, a differenza della disciplina volta a consentire un’emersione tempestiva della crisi d’impresa, sono già entrate in vigore. Il riferimento è al tema della determinazione del danno risarcibile che, per i risvolti applicativi ed i rapporti con la regolamentazione generale della responsabilità civile, costituisce tradizionalmente uno dei profili di maggiore rilievo delle azioni promosse nei confronti degli esponenti aziendali. Al riguardo, le norme del codice della crisi non hanno tardato a suscitare l’at­tenzione degli interpreti, là dove intervengono sul contenuto precettivo dell’art. 2486 c.c., recependo, in parte, i punti di approdo della tormentata evoluzione, che ha caratterizzato la giurisprudenza in materia [[10]]; meno approfonditi sono, invece, i risvolti di tale disciplina sul mercato. Il codice della crisi interviene sulla determinazione del danno risarcibile sotto due profili: l’introduzione del criterio della differenza dei netti patrimoniali in caso di violazione dell’obbligo di gestione meramente conservativa e l’espressa previsione del ricorso al parametro della differenza tra passivo ed attivo della procedura, nell’ipotesi in cui manchino le scritture contabili oppure, a causa [continua ..]

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4. Efficienza della disciplina della responsabilità degli amministratori e tutela del mercato

Non può essere revocato in dubbio che una disciplina efficiente della responsabilità degli amministratori possa avere conseguenze favorevoli sul mercato; è, quindi, necessario individuare gli strumenti di politica legislativa idonei a perseguire un tale obiettivo. Il tema si scompone in diversi aspetti: a) l’idoneità della disciplina della responsabilità dei componenti degli organi sociali a consentire il recupero di attivo da distribuire ai creditori e, quindi, a temperare le conseguenze espansive del dissesto sulle imprese che hanno relazioni commerciali con l’imprenditore insolvente; b) l’eventuale funzione deterrente della regolamentazione della responsabilità degli esponenti aziendali, in altre parole, l’attitudine ad assicurare una gestione rispettosa delle regole [[25]]; c) i rapporti tra la disciplina della responsabilità e la selezione dei componenti degli organi sociali. a) Sotto il primo profilo, non vi è dubbio che una regolamentazione rigorosa della responsabilità dei componenti degli organi sociali, in particolare, attraverso l’accoglimento di regole di determinazione automatica dell’ammontare del danno risarcibile, possa agevolare l’incremento dell’attivo. Al riguardo, l’esonero dalla prova del pregiudizio determinato dai singoli atti compiuti dagli amministratori, che segue la previsione di criteri automatici di quantificazione del [continua ..]

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NOTE

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